“Spazi verdi che irrompono anche nel costruito
e, come scrive il paesaggista francese Gilles Clement,“Il vuoto
architettonico contiene un pieno biologico in cui si esplica il movimento,
che è la realtà del giardino.”

Un viaggio che dal giardino planetario mi ha portato alla viola di Brazzá. Ho scoperto una storia entusiasmante di una straordinaria donna, architetta di giardini, attivista: Cora Slocomb. La storia si è arricchita grazie ad un bellissimo libro edito da Nicla Edizioni , ‘Grandi giardiniere d’Italia’, Nicoletta Campanella.

“Una delle storie più affascinanti in Friuli, che si svolge tra architettura,
giardino ed imprenditoria, è quella legata alla figura
di Cora Slocomb (1862-1944). Cora è americana, moglie
del Conte Detalmo di Brazzà, fratello dell’esploratore Pietro,
architetta di giardini, ma anche pioniera dell’emancipazione
femminile attraverso il lavoro e l’imprenditoria, fautrice, tra
le molte attività, della nascita dell’azienda dolciaria Delser.
Oltre agli interventi legati di restauro al Castello di Brazzà a
Moruzzo (Ud), si occupa e progetta il parco del Castello. La
parte affascinante della storia è che Cora convinse le contadine
a coltivare le viole doppie odorose, tra cui quella a fiore
bianco nata nelle serre del cognato botanico Conte Filippo di
Brazzà, detta viola Compte de Brazzà, per aumentare le fonti
di reddito delle donne friulane.”

Per leggere tutto l’articolo: Il vuoto architettonico è di colore verde

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